SICILIA

Catania, nuova bonifica sotto i portici “dormitorio” di Corso Sicilia


Catania – La situazione era tornata quella di sempre – critica sotto l’aspetto sanitario e del decoro pubblico, ma anche sociale – sotto i portici di corso Sicilia e in un’area di piazza della Repubblica, dopo la pulizia straordinaria che nelle scorse settimane aveva acceso le polemiche. Una situazione che dopo ripetuti appelli e richieste ha fatto scattare stavolta una diffida del comitato dei residenti al comando dei vigili urbani, affinché venisse realizzata una bonifica radicale dell’area, che inevitabilmente ha comportato l’allontanamento dei clochard accampati sotto i portici. Così lunedì mattina su disposizione del sindaco Salvo Pogliese gli operatori della Dusty e della Multiservizi sono entrati in azione con dispiego di uomini e mezzi, per rimuovere una notevole quantità di cartoni, coperte, materassi e rifiuti abbandonati sul marciapiede, per un peso complessivo di oltre una tonnellata.

Il comitato dei residenti di corso Sicilia aveva denunciato una situazione giunta al limite della tollerabilità – e va anche considerato che una cosa è passare di tanto in tanto dal corso Sicilia, e tutt’altra cosa è viverci in questa situazione che si protrae da anni – fermo restando che l’amministrazione col supporto della rete del volontariato dovrà trovare il modo di affrontare queste situazioni, che spesso sono estreme e non risolvibili con la sola disponibilità di dormitori e posti letto, ammesso che ci siano, e in attesa della nuova struttura di via Delpino. All’attenzione dell’Amministrazione, tra l’altro, c’è la questione della vicina area privata limitrofa a piazza della Repubblica, occupata da immigrati e senzatetto tra rifiuti e degrado.

Al di là di questo, la questione è molto delicata e resta aperta nella “city”, tra una pulizia straordinaria e l’altra, perché nella mappa dell’emergenza sociale in città c’è di sicuro un punto fermo, e cioé che il centralissimo corso Sicilia con i suoi portici è considerato il “tetto” ideale da alcuni clochard che spesso rifiutano qualsiasi forma di assistenza. E questo complica tutto, perché in pochi giorni il loro spazio “dormitorio” trasforma il suolo pubblico in un piccolo deposito maleodorante di materassi, coperte, cartoni, indumenti logori, resti alimentari e, inevitabilmente, bisogni fisiologici. I senzatetto più irriducibili – e questo è un problema nel problema – rifiutano qualsiasi invito a recarsi nelle mense della Caritas e delle altre associazioni di volontariato, dove si può intanto ricevere una prima forma di sostegno e accedere ad alcuni servizi, tanto che devono essere le unità di strada, compresa quella del Comune, a portare loro un pasto caldo.





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