SICILIA

Falso in atto pubblico, chiesta condanna per l’ex deputato regionale Coltraro


Il notaio siracusano, che oggi esercita nel Nord Italia, coinvolto nell’inchiesta “Terre emerse” scaturita da una compravendita di terreni del valore di circa 3 milioni di euro. La Procura ha sollecitato una pena di cinque anni e mezzo

La Procura di Siracusa ha chiesto la condanna a 5 anni e 6 mesi di reclusione nei confronti di Giambattista Coltraro, notaio, ex parlamentare regionale siciliano. Il professionista di Augusta, che oggi esercita nel nord Italia, fu coinvolto nell’inchiesta “Terre emerse” scaturita da una compravendita di terreni, nella zona di Carlentini, a nord di Siracusa, del valore di circa 3 milioni di euro. Il notaio è accusato di falso per atti pubblici rogati tra il 2011 ed il 2014. Anche con intimidazioni e danneggiamenti, il gruppo avrebbe acquisito la disponibilità di oltre 2 mila ettari di terreno appartenenti ad ignari proprietari e conseguito erogazioni pubbliche per oltre 200 mila euro.

La posizione di Coltraro, difeso dall’avvocato Valerio Vancheri, è stata stralciata. L’ex deputato ha sempre rigettato le accuse, ribadendo in più occasioni di aver messo la propria firma a quelle compravendite perché regolari anche in forza di quella procedura della «vendita a rischio e pericolo». Nella disponibilità degli indagati, secondo l’accusa, sarebbero finiti anche terreni di proprietà del comune di Carlentini, che si è costituito parte civile nel processo con l’avvocato Sebastiano Grimaldi. 

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