SICILIA

Gela, gruppi rivali pronti a farsi la guerra: i Carabinieri arrestano sette persone


Lo scorso mese di ottobre in un conflitto a fuoco furono feriti due fratelli, poi le intercettazioni ed ora le ordinanze emesse dal Gip del Tribunale di Gela

GELA (CALTANISSETTA) – Sette ordinanze cautelari sono state notificate all’alba di oggi ad altrettante persone che lo scorso anno erano pronte a farsi la guerra perché avevano mire espansionistiche a livello criminale. Con il blitz “Revenge” i Carabinieri pensano di aver stanato eventuali conflittualità tra famiglie rivali.
Tra arresti domiciliari e arresti in carcere carcere le ordinanze sono state eseguite nei confronti di Tony Raitano, Ruben Raitano, Giacomo Tumminelli, Giovanni Simone Alario, Vincenzo Trubia, Giuseppe Trubia e Rosario Trubia.
Le ordinanze sono state notificate dai Carabinieri del Comando provinciale di Caltanissetta che nel loro lavoro sono stati coordinati dalla Procura di Gela.

L’attività d’indagine è stata avviata a seguito del conflitto a fuoco che ha coinvolto i fratelli Raitano e la fazione opposta dei Trubia la sera del 02 ottobre dello scorso anno. Per intere settimane i Carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Gela, sotto la direzione ed il coordinamento della Procura della Repubblica di Gela, hanno cercato di ricostruire l’episodio di sangue avviando anche attività tecniche quali intercettazioni telefoniche ed ambientali. Grazie alle numerose acquisizioni investigative gli inquirenti sono riusciti a ricostruire il movente del tentato omicidio dei fratelli Raitano.

I sette indagati, secondo quanto accertato, erano tutti coinvolti nella spartizione dei proventi derivanti dalla commissione di reati contro il patrimonio, il che aveva dato avvio ad una vera e propria “catena di violenza” tra famiglie rivali, entrambe protese all’allargamento delle rispettive “aree di influenza”.

Dall’inchiesta è inoltre emerso come alcuni degli indagati avessero acquisito la disponibilità di armi da fuoco, mediante le quali affermare il controllo criminale nell’area di riferimento. L’attività di captazione tecnica di tipo ambientale a carico degli indagati, nello specifico del Tony Raitano, si è rivelata essenziale per pervenire all’odierno risultato, riuscendo i Carabinieri ad interrompere l’escalation criminale scaturita della sanguinosa sparatoria che si è registrata nel quartiere Settefarine.

I soggetti coinvolti, quattro in carcere e tre ai domiciliari, sono chiamati a rispondere di un cospicuo novero di reati tra cui quelli di tentato omicidio, rapina aggravata, detenzione e porto abusivo di armi, lesioni personali aggravate, ricettazione, favoreggiamento personale, favoreggiamento reale, minacce aggravate e violazione delle prescrizioni imposte con la sorveglianza speciale di Ps. 

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