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Kievgate, arrestati due soci di Giuliani



Due soci di Rudy Giuliani, Lev Parnas e Igor Fruman, che hanno aiutato l’avvocato personale di Donald Trump nelle inchieste in Ucraina su Joe Biden ed il figlio Hunter, sono stati arrestati. Lo ha confermato un portavoce del procuratore federale di Manhattan, dopo che il Wall Street Journal ha per primo diffuso la notizia dell’arresto dei due, considerati importanti testimoni nell’inchiesta di impeachment della Camera, per accuse relative a finanziamenti delle campagne elettorali.


Fruman e Parnas, uomini d’affari di origine ucraina e bielorussa (ma entrambi cittadini americani) sono stati arrestati all’aeroporto internazionale di Dulles, a Washington, mentre cercavano di imbarcarsi su un volo diretto a Francoforte. Secondo quanto rivela il Wall Street Journal, poche ore prima che venissero arrestati, i due avrebbero pranzato con Rudy Giuliani. Entrambi avevano acquistato un biglietto di sola andata.



Stando a quanto riferiscono i media americani, inoltre, Fruman e Parnas sono stati arrestati per violazione della campagna elettorale. Entrambi hanno fatto numerose donazioni a candidati repubblicani e nel 2018 hanno versato 325mila dollari a un super Pac collegato a Donald Trump, America First Action. L’accusa è di essere stati ‘donatori di facciata’ per veicolare denaro, proveniente da entità straniere, a candidati politici ai quali la legge elettorale vieta di accettare finanziamenti da parte di stranieri. I due, che compariranno davanti al giudice, non sembrano dover rispondere ad accuse collegate alla vicenda del Kievgate.


Intanto, i presidenti delle tre commissioni della Camera che stanno conducendo l’inchiesta di impeachment hanno inviato un mandato di comparizione a Parnas e Fruman. Nella ‘subpoena’ inviata all’avvocato dei due si richiede la consegna di documenti e si specifica che le commissione “si aspetta che i vostri clienti si presentino a testimoniare”. Secondo la Cnn, il legale che i rappresenta, in precedenza, aveva scritto alle commissioni per dire che non avrebbe potuto consegnare i documenti richiesti in tempi brevi. Ora i democratici indicano come scadenza il 16 ottobre.

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