ITALIA

L’ayurveda del dottor Naram incontra la medicina di base in Toscana



di Veronica Marino)
C’è un posto speciale in Italia in cui la medicina Siddha Veda e la medicina del sistema sanitario nazionale si stringono la mano: è Bucine, un comune in provincia di Arezzo, dove un sindaco all’avanguardia, Pietro Tanzini, ha deciso di dare la possibilità alla comunità indiana che vive a Bucine, concentrata in particolare nel capoluogo e nella frazione di Levane, di continuare a curarsi secondo la loro tradizione e di offrire a tutti i cittadini nuove possibilità di cura, complementari a quelle del sistema sanitario nazionale. Un progetto che si è concretizzato ne ‘La Bottega della Salute, servizio di pubblica utilità a disposizione del cittadino’, inaugurato a Torre Mercatale dal sindaco Pietro Tanzini, alla presenza del dottor Naram, Master Healer, medico noto nel mondo per le sue cure fondate sugli antichi segreti della Salute del Siddha Veda.


All’inaugurazione, assieme al dottor Naram, anche Balbir Singh Pabla, che è stato assieme al sindaco l’anima del progetto, e gli assistenti del dottor Naram nel mondo (dottor Giovanni Brincivalli, dottor Marianjii, dottor Sandhya Okada Fusae e dottor Suyogi). Il progetto, che prevede l’integrazione della medicina tradizionale con la medicina complementare (e in particolare con la Siddha Veda) è stato finanziato dalla Regione Toscana e dal governo indiano, ed è gratuito.





“In un comune, come il mio, ‘La Bottega della Salute’, è senza dubbio un esperimento innovativo. L’idea – racconta all’Adnkronos il sindaco Pietro Tanzini – è nata dal fatto che sentivo l’esigenza di rispondere alla domanda, in verità mai formulata ma viva nei fatti, di una comunità fatta di 250 indiani, ben il 7% della popolazione, dedita ad attività artigianali come la rifinitura nella pelletteria, dove è basso l’apporto tecnologico. In un Comune tanto antico come questo, dove lo Statuto non venne imposto da un feudatario ma scritto da rappresentanti della popolazione su input del feudatario, in una sorta di forma ancestrale di democrazia, mi è venuto spontaneo avere l’esigenza di rispondere a una domanda della comunità, senza che mi venisse neppure rivolta. Così ho parlato con un medico della Asl e ci siamo resi che, pur avendo un ospedale della rete regionale in cui già si praticano le tecniche di medicina complementare, a livello territoriale non c’era ancora un’attività che consentisse ai cittadini che si curano con l’ayurveda, di avere un luogo dove poterlo fare gratuitamente”.


“Così, dopo l’inaugurazione della ‘Stazione dei diritti’, dove le donne indiane in particolare, possono rivolgersi a loro rappresentanti ed essere aiutate ed ascoltate, ho scritto all’ambasciatore dell’India in Italia, che già mi aveva fatto visita, per spiegargli la mia idea sul fronte sanitario. Ambasciatore che mi ha prontamente risposto assicurandomi che il governo indiano avrebbe subito disposto una prima erogazione a sostegno dell’iniziativa. A quel punto, entusiasta del riscontro, ho messo insieme tutto il puzzle e cioè la copertura giuridico-amministrativa della legge regionale toscana che ha istituito la medicina complementare e il progetto della Regione (d’accordo con Anci Toscana) che ha elaborato le ‘botteghe della salute’, dove si erogano servizi di pubblica utilità e quindi servizi sociali e sanitari. Ed è da questo che ha potuto prendere vita la ‘Bottega della Salute’ a Torre Mercatale inaugurata con il dottor Naram. Con lui una giornata indimenticabile. In piazza, fra la gente, con un largo sorriso, pronto a rispondere alle domande di chi gli raccontava del dolore qui o lì”. Quando i mondi si incontrano nasce sempre qualcosa di più della loro somma.

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