ITALIA

Luci green a San Pietro, si illuminano abete e presepe




CRONACA







Presepe e abete, che ricordano l’alluvione che ha colpito lo scorso anno Veneto e Triveneto, si illuminano a piazza San Pietro con luci green, a basso impatto ambientale con le note dell’inno di Mameli.

“Questo presepe – ha detto il cardinale Giuseppe Bertello, presidente del governatorato della Città del Vaticano – indica l’espressione artistica della fede di un popolo che ha saputo tradurre i sentimenti in arte e la mette a disposizione dell’universalità della Chiesa perché a San Pietro passano i pellegrini di tutto il mondo che ammireranno la vita cristiana di un popolo che ha fatto storia”. Pensando quindi ai luoghi dai quali provengono i simboli del Natale, ha osservato: “Sono un monito affinché l’uomo si prenda sempre più cura della casa comune”.

Il presepe in legno di Scurelle arriva dal piccolo borgo della Valsugana. Il vescovo, Lauro Tisi, ha osservato: “Il presepe ci porta alla marginalità della storia dove è nata la luce del mondo e ci ricorda che la vera marginalità è avere bisogno di spazio e invadere lo spazio dell’altro e per vivere dovere sempre stare al centro. Gesù invece si pone ai margini provocatoriamente”.


Il governatore del Trentino Maurizio Fugatti ha ricordato che “nella piazza simbolo della cristianità viene portato il simbolo della pace e dell’amore che è il presepe fatto dalle nostre associazioni, dai tanti altri cittadini che hanno lavorato per allestire questo presepe fatto col legno raccolto dalla tragedia dello scorso ottobre che ha causato due giovani vittime. Il simbolo della tragedia e di quanto il clima può essere pericoloso e il simbolo dell’amore che è il presepe”.


L’abete arriva dal Veneto. Il vescovo Claudio Cipolla ha ricordato che, oltre all’albero le comunità venete offrono anche un contributo per un ospedale pediatrico che si trova a Betlemme: “Così questo albero ci ricorda il cuore attento verso chi è in difficoltà, e testimonia l’apertura a tutte le sofferenze del mondo. E’ simbolo anche di una storia, solo cento anni fa si è conclusa la Prima guerra mondiale e da allora l’ anelito alla pace e il desiderio di vivere nella pace anche se ha avuto una interruzione resta nel cuore degli abitanti”.


Il governatore del Veneto Luca Zaia ha ricordato che la generosità è nel dna dei veneti: “Si fa fatica a parlare bene dei giovani: in Veneto 1 su 5 fa volontariato. Quell’albero ha cento anni e ha un grande significato. Il Papa ha detto che è segno di rinascita e per noi lo è davvero”. Zaia ha ricordato l’alluvione dello scorso anno: “Centomila ettari di bosco sono stati rasi al suolo. C’è anche la difficoltà di portare fuori tre milioni di legname. La collocazione dell’abete in piazza San Pietro è anche segno di rinascita per ciò che vogliamo immaginare saranno le nostre montagne, più belle e più visitate di prima”.

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