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Mappate le ‘cellule dell’immortalità’ dell’idra


Just a few millimeters long, the hydra has the ability to completely regenerate damaged body parts including its nervous system, making it practically immortal. UC Davis researchers are discovering how hydra achieves this and what the implications might be for human medicine. (Photo by Stefan Siebert).


(di Margherita Lopes)


Lunga solo pochi millimetri, l’idra – invertebrato che deve il nome al mitologico mostro di Lerna con nove teste, che ricrescevano se tagliate – ha la capacità di rigenerare completamente le parti del corpo danneggiate, incluso il sistema nervoso, rendendosi praticamente immortale. Ora i ricercatori dell’Università della California a Davis hanno mappato il destino delle cellule ‘immortali’ dell’idra, rivelando in che modo tre linee di staminali diventano nervi, muscoli o altri tessuti.





La piccola idra sta dunque svelando su ‘Science’ i segreti della sua straordinaria capacità di rinnovare le cellule e rigenerare i tessuti danneggiati. Il team di Celina Juliano, del Dipartimento di Biologia molecolare e cellulare dell’UC Davis, insieme a un gruppo di colleghi fra cui Jeff Farrell, ricercatore post-dottorato presso l’Università di Harvard, ha mappato l’Rna di 25.000 singole cellule di idra per ricostruirne la traiettoria genetica. “La bellezza della mappatura di singole cellule, e il motivo per cui questo è un grosso problema per i biologi dello sviluppo, è che possiamo effettivamente catturare i geni che vengono espressi proprio mentre le cellule si differenziano da staminali nei diversi tipi cellulari”, ha spiegato Juliano.


Lo studio fornisce ai biologi dello sviluppo una mappa ad alta risoluzione delle tre linee di sviluppo delle staminali nell’idra. Dati che aiuteranno i ricercatori a comprendere le reti di geni regolatori chiamati in causa, condivise tra molti animali, compresi gli esseri umani. Capire come l’idra rigenera il suo intero sistema nervoso, ad esempio, potrebbe aiutarci a comprendere meglio le malattie neurodegenerative nell’uomo.


La mappa molecolare a singola cellula ha inoltre permesso a Juliano e ai suoi colleghi di identificare i geni che possono controllare questi processi decisionali ‘chiave’, che saranno al centro di studi futuri. Il team è particolarmente interessato alla capacità dell’idra di rigenerare il suo sistema nervoso, in vista dei possibili riflessi per la salute umana.


“Tutti gli organismi condividono lo stesso percorso di risposta agli infortuni, ma in alcuni organismi come l’idra, ciò porta alla rigenerazione”, conclude Abby Primack, coautrice e studentessa universitaria. “In altri organismi, come gli esseri umani, una volta che il cervello è danneggiato, il recupero è difficile, perché al nostro cervello mancano le capacità rigenerative che vediamo nell’idra”. L’erede del mostro mitologico sconfitto da Eracle e Iolao potrebbe, dunque, rivelarsi cruciale per riuscire ad innescare anche nell’uomo il meccanismo di auto-rigenerazione.

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