ITALIA

“Meglio le vacanze in Italia, più sicure”



La fase 2 dell’emergenza coronavirus prosegue “con un quadro incoraggiante”, l’estate si avvicina e Ranieri Guerra, direttore generale aggiunto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) consiglia “di trascorrere le vacanze in Italia, di non uscire fuori dai confini. Non mi avventurerei in viaggi all’estero verso Paesi, e mi riferisco anche all’Europa, dove non c’è la garanzia per chiunque, a prescindere dalla nazionalità, di avere un supporto sanitario di alto livello. Non c’è niente di più sicuro come il nostro servizio sanitario”, assicura in un’intervista al ‘Corriere della Sera’.


Non va bene nemmeno la Germania? “Io resterei a casa – risponde Guerra – Per non contare il valore etico di una vacanza in Italia. Scegliendo una vacanza tricolore, partecipiamo al rilancio dell’economia turistica. Tutti dobbiamo contribuire. Da veronese spero che la stagione lirica dell’Arena possa dare segnali di ripresa”. Quindi sarà possibile tornare a teatro e cinema? “Magari con un po’ di fantasia e nel rispetto delle norme. Gli italiani hanno imparato la lezione – rileva l’esperto Oms – e se applicano le misure di protezione si può ricominciare a fare tutto. L’autodisciplina è il primo comandamento”.



“Sulla perdita di aggressività del virus” con la bella stagione e l’aumento delle temperature, invece, Guerra nutre “forti dubbi. In India e Brasile la stagione è calda, eppure stanno vivendo una fase ascendente dell’epidemia – evidenzia – Il sindaco di Manaus ha chiesto aiuto. Inoltre non sappiamo cosa sta accadendo nei Paesi dove c’è il problema di raccogliere i dati. A cominciare dall’Africa. Speriamo che le caratteristiche demografiche, vale a dire una popolazione più giovane e meno esposta a malattie croniche, stiano determinando una minore circolazione del coronavirus. Noi siamo pronti ad aiutarli e stiamo accantonando dei fondi”.


“Siamo a un ottimo punto. Il sistema di monitoraggio funziona e trasmette un quadro incoraggiante, a parte qualche variabilità che però non preoccupa ed era comunque prevista”, continua Guerra che esprime ottimismo sull’andamento della fase 2 della crisi Covid-19. Ma invita anche a non mollare, a non abbassare la guardia. “Non si può scherzare”, avverte.


“I piccoli segnali di allerta, come quello che viene dalla Valle d’Aosta – spiega l’esperto – sono monitorati e dipendono dal ridotto numero di casi” di infezione. “Sta andando bene nell’insieme e anche il riscontro negli ospedali è positivo, ce lo dicono gli indicatori sul numero di posti letto occupati”. I dati diffusi in queste ore “fotografano l’Italia di 5 giorni fa – ricorda Guerra – perché sono dati che hanno bisogno di questo tempo per essere raccolti e organizzati, quindi abbracciano anche l’iniziale fase di riaperture. Se ci fosse stato qualche segnale di rialzo dei casi legato alla fase 2 avremmo già dovuto vederlo grazie a questo sistema di monitoraggio molto articolato e sensibile. Le Regioni – osserva – hanno imparato a comunicare i dati con rigore. Non si può scherzare, dunque non è neppure lontanamente immaginabile che tendano a minimizzare il rischio. Sanno a cosa si andrebbe incontro”.


“Man mano che si va avanti il quadro diventerà più preciso – continua il Dg aggiunto dell’Oms – Non nego che siamo tutti impauriti all’ipotesi della ripartenza della curva. L’indice di contagio, quello che chiamiamo Rt, in certe regioni è molto vicino all’unità e ci vuole poco per scavallare”, ammonisce. Cosa ci sfugge ancora del nuovo coronavirus? “Resta in sospeso la domanda sui bambini e i giovani. Quanto e come sono suscettibili. E ancora, fino a che punto non si contagiano e fino a che punto trasmettono il virus? Se rispondessimo a questi interrogativi, potremmo pensare alla riapertura di scuole e università in sicurezza. La ricerca corre veloce”.

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