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Mes, “possibile rinvio riforma di uno-due mesi”



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Mes, possibile rinvio riforma di uno-due mesi


La “firma ufficiale” del trattato rivisto sul Meccanismo Europeo di Stabilità “in dicembre non è necessaria; potrebbe essere uno o due mesi più tardi”. Lo spiega un alto funzionario Ue, in vista della riunione dell’Eurogruppo di dopodomani. A quanto si apprende, è considerato preferibile chiudere l’intero pacchetto in dicembre, ma un breve rinvio, che l’Italia ad oggi non ha chiesto ufficialmente, non sarebbe un dramma.


Più problematico sarebbe condizionare la riforma del Mes alla realizzazione dell’Edis, lo schema europeo di assicurazione sui depositi, cosa che comporterebbe un rinvio sine die di una riforma sostanzialmente già approvata e delineata: la Germania, e non solo lei, è molto cauta sull’Edis, tanto che il ministro delle Finanze Olaf Scholz ha legato eventuali progressi su quel fronte a cambiamenti legislativi in materia di trattamento contabile dei titoli di Stato nei bilanci bancari.



A Bruxelles non c’è alcun appetito per riaprire il pacchetto della riforma del Mes, anche perché il compromesso è già stato trovato e, se venisse riaperto su richiesta dell’Italia, allora si aprirebbe la strada anche alle domande degli altri Paesi. Sulle Single Limb Cacs, le clausole di azione collettiva a braccio singolo, che riducono il potere di interdizione di singoli investitori nel caso si debba procedere alla ristrutturazione di un debito (dal 2013 sono state introdotte nell’Eurozona le Dual-Limb Cacs, che prevedono due diverse maggioranze, mentre le Single-Limb ne prevedono una sola), la cui introduzione dal 2022 è prevista nella riforma del Mes in discussione, si sta discutendo se allegare al trattato il regolamento relativo, cosa che darebbe loro una maggiore forza giuridica, oppure no.

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