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Muro Berlino, 30 anni fa l’annuncio di Genscher che cambiò il corso della storia



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Muro Berlino, 30 anni fa l'annuncio di Genscher che cambiò il corso della storia

Caduta del muro di Berlino: nell’immagine, un ufficiale della Vopos – polizia che sorvegliava il muro di Berlino – parla con un uomo attraverso parte del muro restante dopo l’abbattimento (Fotogramma)


Una delle immagini simbolo della fine dell’era del Muro di Berlino fu scattata 30 anni fa, il 30 settembre del 1989, a Praga. Vi si vede l’allora ministro degli Esteri di Bonn, Hans Dietrich Genscher, sul balcone dell’ambasciata tedesca nella capitale dell’allora Cecoslovacchia pronto a rivolgersi alle migliaia di profughi tedesco orientali che da settimane vivevano ammassati nella sede diplomatica aspettando il via libera per andare ad ovest.


“Genscher – giunto a Praga da New York, dove aveva trattato con i ministri degli Esteri sovietico, tedesco orientale e cecoslovacco la fuoriuscita dei rifugiati – non riuscì a finire la frase che pronunciò. Disse: “Cari compatrioti tedeschi, siamo venuti da voi questa notte per dirvi che la vostra partenza….”. La gente capì. Ci fu un’enorme esplosione di gioia. Pochi minuti più tardi, le agenzie di stampa dello stato tedesco orientale riportarono una dichiarazione del ministero degli Esteri di Berlino est secondo cui per motivi umanitari il governo aveva deciso di espellere la gente che occupava illegalmente le ambasciate della Rft.Quella stessa sera, il primo treno lasciò Praga: le autorità della Germania est avevano acconsentito a far raggiungere ai convogli la città bavarese di Hof, attraverso il territorio tedesco orientale. Altri quattro treni partirono ad intervalli di due ore l’uno dall’altro. Il primo ottobre a Hof arrivarono in totale circa 6mila persone. Tutte senza passaporto: gli ufficiali tedesco orientali li avevano sequestrati a bordo dei treni. Il Muro cadde sei settimane più tardi.


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