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Pedofilia, confermata in appello la condanna al cardinale Pell



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Pedofilia, confermata in appello la condanna al cardinale Pell

Il cardinale Pell scortato fuori dalla Corte Suprema di Victoria(Afp)


La Corte Suprema di Victoria, in Australia, ha respinto il ricorso presentato dai legali del cardinale George Pell contro la sentenza, emessa a dicembre, che lo ha condannato per abusi sessuali su minori. Come hanno stabilito due dei tre giudici che hanno analizzato il ricorso, il cardinale australiano continuerà a scontare in carcere la condanna a sei anni.


“A maggioranza la Corte ha respinto l’appello del cardinale George Pell contro la sua condanna per aver commesso reati sessuali”, ha dichiarato la giudice Anne Ferguson. “Continuerà a scontare la pena a sei anni”, ha aggiunto. L’ex tesoriere del Vaticano era stato condannato a dicembre per aver commesso abusi sessuali su due coristi di 13 anni nella Cattedrale di San Patrizio a Melbourne a metà degli anni Novanta.





Alla fine di giugno 2017, dopo due anni di indagini in Australia, il porporato era stato formalmente incriminato con diversi capi di imputazione per “reati storici di violenza sessuale” in due casi separati. In una dichiarazione rilasciata all’epoca, ricorda ‘Vatican news’, il cardinale Pell si era dichiarato “innocente per queste accuse”, definendole ‘false’: “L’idea di abusi sessuali è per me aberrante”.


“Il cardinale Pell è ovviamente deluso per la decisione di oggi“, ha dichiarato il suo portavoce in una nota dopo che è stato respinto il ricorso presentato dai legali del cardinale contro la sentenza, emessa a dicembre, che lo ha condannato per abusi sessuali su minori a sei anni di carcere. “Il cardinale Pell continua a dichiararsi innocente”, si precisa nella nota e ringrazia “i suoi numerosi sostenitori”.

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