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piazza affari chiude negativa (-0,30%), Telecom Italia in evidenza



Seduta caratterizzata dalle vendite per il FTSE Mib (-0,30%, 21.837,74 punti). Il paniere milanese non è riuscito a rimanere al passo con le principali piazze europee (indice Eurostoxx 50 +0,41%), zavorrato in particolar modo dai titoli del comparto bancario. A questo proposito, UBI Banca registra la performance peggiore del listino (-3,01%, 2,414 euro). Sul settore grava il nuovo incremento dello spread BTp-Bund a 10 anni, che ha raggiunto i 194,71 punti base (+3,64%). Sessione da dimenticare anche per Tenaris (-2,54%, 11,33 euro) e Prysmian (-2,13%, 11,33 euro).


Segno meno per Eni (-0,08%, 14,338 euro) nel giorno della pubblicazione della trimestrale. Nel secondo trimestre del 2019, il Cane a sei zampe ha raggiunto un utile operativo “adjusted” a 2.279 milioni di euro, in calo dell’11% rispetto a 12 mesi prima. Questo risultato ha deluso le stime degli analisti, che si attendevano un aggregato a 2.360 milioni di euro. In decisa diminuzione anche l’utile netto, che è passato da 1.252 a 424 milioni di euro.





Balzo di Telecom Italia (+4,05%, 0,517 euro), che accelera dopo la notizia relativa all’ufficializzazione dell’accordo con Vodafone per la condivisione della rete mobile. Ciò avverrà tramite conferimento delle torri Vodafone in Italia dentro INWIT. Con più di 22.000 torri, l’operazione darà vita alla seconda società europea del settore. Nel tempo, l’ex monopolista riuscirà a ridurre il suo debito di oltre 1,4 miliardi di euro.


Seduta positiva anche per STM (+1,90%, 17,415 euro), che recupera terreno dopo le perdite di ieri sulla scia dei risultati positivi emersi dai conti di Intel. Oltre a questo, il titolo ha beneficiato anche dell’upgrade da parte di Barclays, che ha alzato il target price a 20 euro.


Sul fronte valutario, l’euro-dollaro cede lo 0,23%, attestandosi a 1,1122. Sul cambio pesano i dati sul Pil americano (rilevazione preliminare), che nel secondo trimestre del 2019 ha segnato un incremento del 2,1%, superando le attese degli analisti, i quali stimavano un dato al +1,8%.


Per quanto concerne le materie prime, il petrolio WTI scambia in ribasso dello 0,30% (55,85 dollari al barile). (In collaborazione con money.it)

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