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Un simbolo che pensavamo eterno, a fuoco in pochi minuti


“Ho iniziato a sentire il fumo da Place de la Bastille”. Vincenzo Dattino è un ragazzo italiano che abita a Parigi. Originario di Napoli, vive nella Ville Lumière da dieci anni. Parigi è la sua seconda casa, e ha scelto di abitare proprio davanti a Notre Dame, una delle chiese simbolo della città che questa sera è andata a fuoco. “Ero a scuola di francese quando è scoppiato l’incendio – racconta Vincenzo a Fanpage.it – Ci siamo subito allarmati quando ci hanno detto del rogo della basilica, perché non sapevamo cosa stesse accadendo. Io abito lì davanti, sono corso via per tornare a casa. Gli autobus erano tutti deviati, ci ho messo molto. Quando sono arrivato ho visto Notre Dame andare a fuoco. Non ci potevo credere. Mai avrei creduto che una chiesa così grande, così maestosa, potesse bruciare in quel modo”.

Notre Dame in fiamme, francesi riversi in strada

Le strade di Parigi sono piene di persone. Tutte che guardano la chiesa simbolo della città andare a fuoco. “Non si può descrivere cosa si prova vedendo Notre Dame così, a parole – racconta Alessandra D’Acunto, una ragazza di Roma che da anni vive a Parigi. Anche lei, come Vincenzo, è corsa sul luogo nel momento della tragedia – Quello che è davanti ai nostri occhi è mostruoso. Un pezzo d’arte, di storia. Notre Dame nel nostro immaginario era un simbolo che credevamo eterno. Ed è andato via per sempre in pochi minuti”. Notre Dame è meta ogni anno delle visite di milioni di turisti. In tanti, ogni giorno, si apprestano a salire le scale della cattedrale, con i suoi rosoni e i suoi gargoyle, che si credevano immortali. Non si sa se siano sopravvissuti alle fiamme, al rogo che è divampato nella tarda serata di oggi. Ma una cosa è certa: se Notre Dame era importante per i francesi, lo è altrettanto per gli italiani. Soprattutto quelli che da anni vivono a Parigi, e che quando possono vanno a visitare la chiesa, ad ascoltare i suoi canti nelle ore della messa. “Vedere Notre Dame andare a fuoco è come sentire il cuore che ti si lacera – continua Vincenzo – Molti credono che sia la Tour Eiffel il monumento rappresentativo di Parigi. Non è così. È Notre Dame l’arteria pulsante della città”. La notte scende su Parigi, sulla città degli innamorati. Le fiamme bruciano ancora sulla basilica, protagonista del romanzo di Victor Hugo che ha ispirato film e romanzi. Dalle strade della Ville Lumière, le persone guardano cosa sta accadendo come fossero in un live action. “Quello che mi ha stupito – continua Vincenzo – è stato vedere tantissimi turisti con i cellulari a filmare la caduta di Notre Dame. Come fosse un corpo estraneo, un momento da immortalare su Facebook anche con un po’ d’indifferenza”. I parigini sono riversi in strada. Tanta tristezza, ma quello che stupisce di più del momento, è la compostezza che stanno dimostrando in questo momento. “Le terrazze sono piene – dice Alessandra – i turisti sono stupiti ma continuano il loro soggiorno indisturbati. Parigi, invece, è atterrita”.



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